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ATTACCO AL POTERE 3

Il Presidente “Trumble” e la Russia

La locandina del film “Attacco al potere 3 – Angel has fallen”.

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E’ sempre più facile capire la politica (e soprattutto la sotto-politica, o meglio il cosiddetto “deep state”) al cinema con dei buoni film, piuttosto che dai resoconti addomesticati dei media.

Oltre alla saga Marvel dei supereroi Iron Man, Thor, Capitan America, e poi Avengers, e poi l’ultimo bellissimo “Spiderman – Far from home”, di cui abbiamo già parlato, vi sono una serie di film d’azione, che contengono descrizioni molto realistiche e precise, a volte camuffate da nomi solo leggermente diversi da quelli reali, o da storie appena ritoccate rispetto a quelle vere, del potere negli USA e nel mondo, e soprattutto degli scontri e delle dialettiche tra questi poteri.

E’ il caso di questo “Attacco al potere 3 – Angel has fallen”, dove alla Casa Bianca abbiamo un Presidente che si chiama “Trumble”.

Ma c’è anche una bella storia di un rapporto contrastato fra padre e figlio, la ferita ancora aperta dei reduci dal Vietnam…

L’azione è molto coinvolgente, fino all’ultimo, e si intreccia alla perfezione con il vissuto personale dei protagonisti.

Da vedere.

SPIDERMAN, ORWELL E L’ILLUSIONISMO “MAGICO”

“Far from home”, un film per grandi e piccini, che istruisce sui trucchi mediatici del potere

 

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Tutti i film con i supereroi della Marvel, specialmente dopo l’acquisto di questa da parte della Disney, hanno contenuti (al di là degli effetti speciali e dell’aspetto fantastico, ingredienti peraltro necessari per tutti i film che si presentino come “d’azione” o “d’avventura”) fortemente positivi e financo educativi, a mio parere.

Questo è anche il caso dell’episodio “Far from home” della serie Spiderman.

In questo episodio l’aspetto educativo, e indirizzato specialmente ai giovani, è preponderante.

In altri film del genere si sono sempre evidenziati i lati sinistri, brutali e demoniaci del Male, personificato di volta in volta da personaggi diversi.

Stavolta, il Male si presenta sotto forma di gigantesca ILLUSIONE. Un vero e proprio trucco. I danni, le devastazioni, le uccisioni, cioè, ci sono, ma vengono prodotti in maniera totalmente diversa dal solito, in modo che gli “spettatori” popolo siano ingannati sia sulla vera modalità degli accadimenti, sia sulla vera identità del malfattore. Il Male si presenta come Bene.

A mio parere c’è un’evidente richiamo all’attentato delle Torri Gemelle. Come non tutti sanno, è molto probabile l’ipotesi che gran parte di quell’attentato fu un’illusione tramessa via TV. Per chi volesse sincerarsene, vi sono in rete molti video, questo è uno dei link.

Ma questo secondo che fornisco è ancora più completo, forse il migliore e più convincente in circolazione. A mio parere, fuga tutti i dubbi.

Ma, indipendentemente dal collegamento con questo attentato, il film è comunque istruttivo e altamente consigliabile, soprattutto per il pubblico più giovane.

Per di più, vi si notano qua e là citazioni illustri, ad esempio una di Orwell, in “1984”: “La verità oggettiva è un concetto superato”.

Dulcis in fundo, ha importanza centrale, nel film, la storia dell’innamoramento del supereroe (dichiarato quindicenne) con una ragazza della stessa età. E di questi tempi, una storia d’amore fra un uomo e una donna, sia pure poco più che ragazzini, non è da poco.

“DIMENTICATE STARWARS!”

Il terrorismo massonico contro “Guerre Stellari – Rogue One”

Una persona ferita nell’attentato in Florida.
Una persona ferita nell’attentato in Florida.

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Parlano di “sparatoria”. Visto che non è coinvolto alcun “arabo” o “musulmano”. E dunque non deve essere un “attentato”. E invece si tratta di ben altro. Si tratta dell’ennesimo episodio di quella che Papa Francesco ha genialmente definito “la Terza Guerra Mondiale… a pezzi”. E che, nelle intenzioni di chi l’ha progettata e la sta portando avanti, dovrebbe durare molti anni.

All’aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida, è andato in scena l’ultimo (speriamo) atto di un episodio non usuale di questa guerra, ma che è comunque di importanza non secondaria, all’interno della guerra di manipolazione mediatica: la guerra contro… un film.

E’ stato arrestato un militare americano di 26 anni, Esteban Santiago, che, secondo alcuni testimoni, indossava una maglietta di “Star Wars”. L’uomo, reduce dalla guerra in Iraq, si era presentato qualche mese ad un centro di assistenza sanitario, sostenendo che la CIA voleva farlo arruolare nell’Isis. Ad un dei TG televisivi di stamane ho sentito con le mie orecchie che l’uomo diceva di “sentire delle voci”. Qui sotto proponiamo alcuni articoli tratti dal web.

Usa, sparatoria all’aeroporto di Fort Lauderdale in Florida. Almeno 5 morti

Sparatoria in aeroporto in Florida Almeno 5 morti, il killer un veterano dell’Iraq: «Ha sparato a caso»

Una sparatoria all’aeroporto provoca morti e feriti in Florida

E, nel caso a qualcuno venga l’idea di togliere qualche articolo scomodo dalla rete, ho salvato l’articolo del Corriere.it , che parla di CIA e ISIS, qui:

Attentato Florida Cia Isis

E’ bene chiarire che nelle prime pagine di tutti, o quasi, i quotidiani di oggi la notizia dell’attentato è praticamente sparita. E ancor più sparita è la notizia della maglietta di “Star Wars”, che invece i telegiornali di ieri sera ripetevano ossessivamente.

Il fatto di “sentire delle voci”, nel campo degli attentati terroristici, non è una novità. Ci sono molti precedenti, in tutto il mondo. Ne abbiamo avuti anche in Italia: l’attentatore al capo del governo, l’uomo che mise una bomba davanti a una scuola in Puglia, l’africano che uccise dei passanti a colpi di machete a Milano, hanno tutti dichiarato agli inquirenti che “sentivano delle voci”. Evidentemente questa è una tecnica di “mind control” (controllo mentale), di cui si ha notizia fin dagli anni Cinquanta, che ormai si è evoluta e raffinata, e che dunque i Signori della Guerra possono usare con notevole facilità. Segnaliamo anche, per chi voglia entrare nell’argomento in maniera “soft”, la lettura di un libro giallo, best-seller di vendite in tutto il mondo, di Donato Carrisi, intitolato “Il Suggeritore”, dove si illustrano, sia pure in maniera romanzata, alcune di queste tecniche di controllo mentale, di cui si hanno documentazioni per fatti analoghi accaduti negli USA.

Ma, siccome tutto, o quasi tutto, quello che passa sui media ha un intento, a volte non chiaro a prima vista, di manipolazione delle masse, che significato può avere la t-shirt di “Star Wars”?

IDDIO ha voluto (e questo è poco ma sicuro, perché “il caso” non esiste, visto che “Non si muove foglia che IDDIO non voglia”) che nei giorni scorsi portassi i miei figli a vedere l’ultimo episodio della saga “Star Wars”, l’ottavo, intitolato “Rogue One”. Praticamente in contemporanea all’uscita del film, abbiamo avuto notizia della morte dell’attrice che impersonava la “Principessa Leila”, personaggio arcinoto, personificazione del BENE, di tutti gli episodi precedenti della saga. E questa mi era sembrata una strana coincidenza.

L’attrice Carrie Fisher, la famosa “Principessa Leila” della saga di “Star Wars”. Come la madre, morta il giorno dopo, non aveva particolari problemi di salute, perché i “problemi di droga” su cui ha insistentemente insistito la grancassa mediatica, non erano recenti.
L’attrice Carrie Fisher, la famosa “Principessa Leila” della saga di “Star Wars”. Come la madre, morta il giorno dopo, non aveva particolari problemi di salute, perché i “problemi di droga” su cui ha insistentemente insistito la grancassa mediatica, non erano recenti.

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Il giorno dopo, arriva la notizia della morte della madre dell’attrice, Debbie Reynolds, anche lei attrice famosa del passato. E queste due notizie sono state reiterate dai mass-media per giorni, in maniera stranamente ossessiva. Ad aumentare il mio turbamento, la considerazione che le due donne, recentemente, non avessero problemi di salute. Ma la notizia del terrorista che indossa la maglietta di “Star Wars” mi ha tolto ogni dubbio.

Come ho cercato di illustrare in molti articoli precedenti su questo sito, la “Terza Guerra Mondiale… a pezzi”, condotta principalmente, ma non solo, con attentati terroristici in tutto il mondo, è opera nella quasi totalità dei casi di una SUPER LOGGIA massonica internazionale (Ur Lodge), fondata nel 1996 da Bush padre e da altri, denominata “Hathor Pentalpha”.

La famigliola dei Bush. L’ultimo a destra, Jeb, è stato sconfitto da Trump nella corsa alle presidenziali americane, nonostante l’appoggio dei “fratelli”
La famigliola dei Bush. L’ultimo a destra, Jeb, è stato sconfitto da Trump nella corsa alle presidenziali americane, nonostante l’appoggio dei “fratelli”

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Questa SUPER LOGGIA (di cui fanno parte Samuel Huntington, autore del saggio “Lo scontro delle civiltà”, politici europei come l’inglese Tony Blair, il francese Sarkoszy, gli italiani Marcello Pera e Antonio Martino, esponenti israeliani, e praticamente tutti gli esponenti arabi delle cosiddette “monarchie del Golfo”, oltre a iraniani come Rafsanjani, e “musulmani” come Osama Bin Laden e il califfo impostore Abu Bakr al-Baghdadi) è responsabile, diretto o indiretto, del 99%  di TUTTO il terrorismo e di TUTTE le guerre che infestano il pianeta dall’11 settembre 2001 (compreso) in poi.

Il libro del massone Gioele Magaldi, “MASSONI – Società a responsabilità illimitata – La scoperta delle UR-Lodges” spiega il tutto molto bene.

Il libro di Gioele Magaldi
Il libro di Gioele Magaldi

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E ci permettiamo di segnalare un altro ottimo libro sull’argomento, uscito recentemente, scritto dal massone Gianfranco Carpeoro, che illustra molto chiaramente l’involuzione della massoneria moderna in senso terroristico. Si chiama “DALLA MASSONERIA AL TERRORISMO”.

Il libro di Carpeoro
Il libro di Carpeoro

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Per chi, in attesa di leggerlo, vuole averne un’idea consigliamo la visione di questo video di presentazione:

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Lo scopo dei criminali della “Hathor Pentalpha” è quello di instaurare il NUOVO ORDINE MONDIALE, che nella loro visione è una società organizzata sul modello feudale, con a capo un tiranno illuminato. Quindi, il creare caos, terrore, disordine e disgregazione sociale IN TUTTO IL MONDO fa parte del programma.

Ma cosa c’entra il film “Star Wars”? Personalmente, non sono mai stato un gran fan di questa saga, ma devo dire che comunque è uno dei pochi film che possiamo tranquillamente far vedere ai nostri figli, in quanto possono imparare, almeno, che in questo mondo c’è il BENE e il MALE. Ci sono i BUONI e i CATTIVI. E di questi tempi, non è poco.

Ma gli ultimi episodi, e segnatamente l’ultimo, contengono dei “segni” particolarmente specifici e riconoscibili, attinenti all’attualità contemporanea. Sono moltissimi, ma citeremo solo i più evidenti.

Il capo militare dei “cattivi”, che va in giro con un mantello bianco, ha un’evidente rassomiglianza con Bush figlio.

Il “colonnello” del MALE.
Il “colonnello” del MALE.

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E il suo superiore assomiglia a Samuel Huntington, il saggista teorizzatore dello “Scontro delle civiltà”, anche lui personaggio importante della succitata “Hathor Pentalpha”.

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Samuel Huntington
Samuel Huntington

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La storia del film mette in scena la solita guerra del BENE contro il male. Però, stavolta, a mio parere, i riferimenti alla realtà sono ancora più marcati.

La “squadra” di combattenti del BENE è molto simile alla “Compagnia dell’Anello” di un altro famoso film, “Il Signore degli Anelli”: uomini e “non uomini”, differenti per etnie e culture, che si uniscono nella lotta contro il MALE.

La “compagnia” del BENE
La “compagnia” del BENE

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Al centro, anche se non è un vero e proprio capo, c’è una bella ragazza, a simboleggiare la necessità, per vincere la guerra, di mettere al primo posto bellezza, misericordia, e valori della famiglia: la ragazza, prigioniera, e che ha dietro una storia familiare, è stata liberata per assumere un ruolo di primo piano nella lotta contro il MALE. Vale a dire, “la misericordia era prigioniera, dimenticata, bisogna liberarla per farne un’arma principe” contro il MALE.

Bellezza, moralità, famiglia, misericordia. Simbolicamente “A capo” della compagnia
Bellezza, moralità, famiglia, misericordia. Simbolicamente “A capo” della compagnia

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Assieme a lei, tra gli altri, un “saggio cinese”, cieco, che combatte, e spara, e uccide i nemici, anche senza “vedere”, a significare il necessario e importante contributo della spiritualità in questa guerra.

Il “monaco”: la spiritualità (religione) come ingrediente necessario nella guerra.
Il “monaco”: la spiritualità (religione) come ingrediente necessario nella guerra.

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E, anche, il solito “estremista”, tra l’altro di colore, di carattere scontroso e intrattabile, che però si rivela alleato coraggioso, leale e importante nella vicenda.

L’”estremista” buono.
L’”estremista” buono.

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E il nemico è lui, IL MALE, nero, senza volto. Che in questo episodio, alla fine viene sconfitto, anche se si sa che la guerra continuerà.

Il MALE. L’Oscurità. Non ha altro scopo che il POTERE e il DENARO, e per ottenerli non ha altro modo che la MORTE. Al fine di regnare su morte e distruzione.
Il MALE. L’Oscurità. Non ha altro scopo che il POTERE e il DENARO, e per ottenerli non ha altro modo che la MORTE. Al fine di regnare su morte e distruzione.

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Per i signori della guerra, dunque, questo messaggio andava contrastato, e in questo senso vanno intese la maglietta del “terrorista” (Star Wars = morte e terrore, dunque negatività), e la “Principessa Leila”, che è MORTA. Che sta a significare che IL BENE NON HA VINTO, PERCHE’ E’ MORTO.

Così si vogliono manipolare le masse, nei tempi della guerra di oggi.

Da parte nostra, da parte di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, è arrivato il tempo di capire che dobbiamo organizzarci nella nostra “Compagnia dell’Anello”, per combattere il male e cominciare a costruire una nuova civiltà.

La “Compagnia dell’Anello” del film “Il Signore degli Anelli”
La “Compagnia dell’Anello” del film “Il Signore degli Anelli”

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E, naturalmente, chiariamo, a scanso di equivoci. che si tratta di guerra CULTURALE E POLITICA, dunque tassativamente NON VIOLENTA.

La nostra “Compagnia dell’Anello”
La nostra “Compagnia dell’Anello”

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“TRUTH, IL CORAGGIO DELLA VERITÀ”

Un giornalismo che non esiste quasi più

La locandina del film “Truth – Il coraggio della verità”.

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“Dopo il licenziamento di Mary Mapes, CBS news vinse un Peapody per la sua inchiesta su Abu Ghraib. Quell’inchiesta è considerata uno dei capisaldi del giornalismo dell’ultimo decennio. Mary Mapes non lavora più nel giornalismo televisivo dal 2004”.

Queste parole, su sfondo nero alla fine del film “TRUTH – Il coraggio della verità” ci comunicano un pessimismo quasi mortifero, ma purtroppo realistico, rispetto alla situazione odierna del giornalismo d’inchiesta.

A differenza di “The Post”, il film che parlava di una vittoria di questo tipo di giornalismo, che era riuscito a far pubblicare i famosi “Panama Papers”, che documentavano tutte le menzogne del governo USA, al proprio popolo, sulla guerra in Vietnam, questo film parla invece di una sconfitta.

È infatti la storia di una giornalista televisiva, Mary Mapes, che non ha più potuto fare il suo lavoro.

Perché Truth racconta la storia vera di una giornalista della CBS (impersonata nel film da Cate Blanchett), che fu licenziata dopo aver prodotto un’inchiesta che dimostrava come il futuro presidente George W. Bush, che poi portò gli USA alla guerra contro l’Iraq, causando come sappiamo milioni di morti, non avesse in realtà mai fatto il servizio militare.

La giornalista americana Mary Mapes.

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Dopo, Mary Mapes è diventata scrittrice, e ha pubblicato il libro “Truth and Duty: The Press, the President, and the Privilege of Power”  su quella sua esperienza, ma non ha mai più lavorato come giornalista televisiva.

La copertina di una delle ultime edizioni del libro di Mary Papes, da cui è stato tratto il film.

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E Dan Rather (impersonato da Robert Redford), lo storico conduttore famosissimo in tutto il mondo, che lavorò per 40 anni alla CBS, dopo questi fatti andò in pensione, e oggi è il capo della News and Guts (notizie e fegato), una società di produzione indipendente da lui fondata.

Il conduttore Dan Rather, quando lavorava nella CBS.

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Evidentemente, nella “libera società americana”, coloro che, in teoria, non sono più al potere, sono ancora in sella, anche se non si vedono.

Dan Rather, oggi.

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Per vedere il trailer del film, cliccate qui.

Il film, oltre che per la narrazione di un fatto storico importante, si segnala anche per l’andamento da thriller, molto coinvolgente, e per l’illustrazione molto chiara di come funzionino i meccanismi di controllo dell’informazione (e di punizione di chi non si sottomette) da parte delle élite massoniche al potere.

Un fotogramma del film. L’attrice Cate Blanchett impersona la giornalista Mary Mapes. Ormai, ex giornalista.