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SPIDERMAN, ORWELL E L’ILLUSIONISMO “MAGICO”

“Far from home”, un film per grandi e piccini, che istruisce sui trucchi mediatici del potere

 

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Tutti i film con i supereroi della Marvel, specialmente dopo l’acquisto di questa da parte della Disney, hanno contenuti (al di là degli effetti speciali e dell’aspetto fantastico, ingredienti peraltro necessari per tutti i film che si presentino come “d’azione” o “d’avventura”) fortemente positivi e financo educativi, a mio parere.

Questo è anche il caso dell’episodio “Far from home” della serie Spiderman.

In questo episodio l’aspetto educativo, e indirizzato specialmente ai giovani, è preponderante.

In altri film del genere si sono sempre evidenziati i lati sinistri, brutali e demoniaci del Male, personificato di volta in volta da personaggi diversi.

Stavolta, il Male si presenta sotto forma di gigantesca ILLUSIONE. Un vero e proprio trucco. I danni, le devastazioni, le uccisioni, cioè, ci sono, ma vengono prodotti in maniera totalmente diversa dal solito, in modo che gli “spettatori” popolo siano ingannati sia sulla vera modalità degli accadimenti, sia sulla vera identità del malfattore. Il Male si presenta come Bene.

A mio parere c’è un’evidente richiamo all’attentato delle Torri Gemelle. Come non tutti sanno, è molto probabile l’ipotesi che gran parte di quell’attentato fu un’illusione tramessa via TV. Per chi volesse sincerarsene, vi sono in rete molti video, questo è uno dei link.

Ma questo secondo che fornisco è ancora più completo, forse il migliore e più convincente in circolazione. A mio parere, fuga tutti i dubbi.

Ma, indipendentemente dal collegamento con questo attentato, il film è comunque istruttivo e altamente consigliabile, soprattutto per il pubblico più giovane.

Per di più, vi si notano qua e là citazioni illustri, ad esempio una di Orwell, in “1984”: “La verità oggettiva è un concetto superato”.

Dulcis in fundo, ha importanza centrale, nel film, la storia dell’innamoramento del supereroe (dichiarato quindicenne) con una ragazza della stessa età. E di questi tempi, una storia d’amore fra un uomo e una donna, sia pure poco più che ragazzini, non è da poco.

“TRUTH, IL CORAGGIO DELLA VERITÀ”

Un giornalismo che non esiste quasi più

La locandina del film “Truth – Il coraggio della verità”.

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“Dopo il licenziamento di Mary Mapes, CBS news vinse un Peapody per la sua inchiesta su Abu Ghraib. Quell’inchiesta è considerata uno dei capisaldi del giornalismo dell’ultimo decennio. Mary Mapes non lavora più nel giornalismo televisivo dal 2004”.

Queste parole, su sfondo nero alla fine del film “TRUTH – Il coraggio della verità” ci comunicano un pessimismo quasi mortifero, ma purtroppo realistico, rispetto alla situazione odierna del giornalismo d’inchiesta.

A differenza di “The Post”, il film che parlava di una vittoria di questo tipo di giornalismo, che era riuscito a far pubblicare i famosi “Panama Papers”, che documentavano tutte le menzogne del governo USA, al proprio popolo, sulla guerra in Vietnam, questo film parla invece di una sconfitta.

È infatti la storia di una giornalista televisiva, Mary Mapes, che non ha più potuto fare il suo lavoro.

Perché Truth racconta la storia vera di una giornalista della CBS (impersonata nel film da Cate Blanchett), che fu licenziata dopo aver prodotto un’inchiesta che dimostrava come il futuro presidente George W. Bush, che poi portò gli USA alla guerra contro l’Iraq, causando come sappiamo milioni di morti, non avesse in realtà mai fatto il servizio militare.

La giornalista americana Mary Mapes.

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Dopo, Mary Mapes è diventata scrittrice, e ha pubblicato il libro “Truth and Duty: The Press, the President, and the Privilege of Power”  su quella sua esperienza, ma non ha mai più lavorato come giornalista televisiva.

La copertina di una delle ultime edizioni del libro di Mary Papes, da cui è stato tratto il film.

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E Dan Rather (impersonato da Robert Redford), lo storico conduttore famosissimo in tutto il mondo, che lavorò per 40 anni alla CBS, dopo questi fatti andò in pensione, e oggi è il capo della News and Guts (notizie e fegato), una società di produzione indipendente da lui fondata.

Il conduttore Dan Rather, quando lavorava nella CBS.

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Evidentemente, nella “libera società americana”, coloro che, in teoria, non sono più al potere, sono ancora in sella, anche se non si vedono.

Dan Rather, oggi.

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Per vedere il trailer del film, cliccate qui.

Il film, oltre che per la narrazione di un fatto storico importante, si segnala anche per l’andamento da thriller, molto coinvolgente, e per l’illustrazione molto chiara di come funzionino i meccanismi di controllo dell’informazione (e di punizione di chi non si sottomette) da parte delle élite massoniche al potere.

Un fotogramma del film. L’attrice Cate Blanchett impersona la giornalista Mary Mapes. Ormai, ex giornalista.