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ACQUA DI LUNA

Contro errori ed orrori del mondo, sei storie di amore, intelligenza, lotta e solidarietà

La copertina del libro “Il buio dietro di me” di Damien Echols.

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L’ACQUA DI LUNA

L’acqua di luna può essere fatta una sola volta al mese, con la luna piena. Quando il sole cala sotto l’orizzonte e la luna sale alta nel cielo, si riempie un contenitore di acqua e lo si mette sul davanzale in modo che la luna vi si rifletta. Bisogna lasciarlo lì tutta la notte, in modo che catturi quanta più luce lunare possibile, e toglierlo appena prima dell’alba: la luce del sole non lo deve toccare mai. Poi va tenuto in un posto buio. Io e mia moglie lo abbiamo fatto ad ogni luna piena per anni, e alla stessa ora di ogni sera bevevamo un sorso di quell’acqua mentre pensavamo l’uno all’altra. In quel momento eravamo uniti, a prescindere da quanto fossimo lontani. Bisogna berne un sorso ogni sera, non di più, in modo che l’acqua duri per tutto il mese.

Per ogni tentativo di separarci compiuto dal sistema, non possiamo che far altro che cercare nuove vie per stare insieme. Alla fine, l’odio e l’ignoranza falliscono sempre di fronte all’amore e all’intelligenza. La prova è nell’acqua di luna.”

Il buio dietro di me” è una storia vera.

È la storia vera di Damien Echols, condannato a morte, ingiustamente, negli USA, per l’uccisione di tre bambini, e liberato dopo diciotto anni trascorsi nel braccio della morte.

In questo libro, c’è tutta la sua lunga e incredibile disavventura giudiziaria, fortunatamente a lieto fine.

Ma c’è anche la descrizione di un sistema giudiziario troppo spesso ingiusto, e condizionato da un forte e persistente razzismo, anche nelle istituzioni.

E c’è anche la descrizione della miserabile umanità che popola i bracci della morte, non di rado innocente, e che non di rado viene giustiziata innocente.

Ma c’è soprattutto una straordinaria storia d’amore, nata con una donna che conobbe la sua storia dai quotidiani, e che volle andarlo a trovare in carcere. Dove poi si sposarono.

Una donna che gli ha dedicato la vita, e che ha lottato strenuamente per quasi vent’anni per liberarlo.

È un libro sulla forza dell’amore, che nasce spesso in condizioni disperate, e che proprio in tali condizioni si rafforza di più.

È un libro dell’amore che diventa anche intelligenza, solidarietà, voglia di lottare contro un nemico apparentemente invincibile. Amore che, alla fine, vince.

Per descriverlo bene, nulla di meglio che queste poche parole del grande scrittore John Grisham:

Damien Echols ha trascorso da innocente diciott’anni nel braccio della morte. Miracolosamente, nell’incubo indescrivibile in cui è finito, ha trovato il coraggio e la forza non solo di sopravvivere, ma anche di crescere, scrivere, perdonare e capire. Il buio dietro di me è un racconto straordinario, doloroso e positivo. La storia di un’infanzia senza speranza, una pena ingiusta, una detenzione brutale e l’inizio di una nuova vita”.

L’AVVOCATO DEGLI INNOCENTI

E proprio un libro di John Grisham è il secondo di questa lista.

La copertina del libro “L’avvocato degli innocenti” di John Grisham.

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Un prete nero e uno bianco su un pick-up che va a tutta velocità sull’interstatale. Scommetto che c’è dietro una bella storia.”

Queste parole, pronunciate da un poliziotto verso la fine del libro, possono essere prese ad emblema per dire in due parole la sostanza del romanzo “L’avvocato degli innocenti”.

La storia è di fantasia, ma è tratta da storie vere.

Si narra di un ex avvocato che a un certo punto lascia la professione, entra in seminario, e ne esce pastore evangelista.

E poi, dedica la sua vita, per un misero stipendio, a cercare di tirare fuori dal carcere persone innocenti, ma condannate.

Fa parte di una associazione che si batte per questo, con pochi soldi, che arrivano tutti da donazioni, ma con un amore e una passione smisurati per la giustizia e la verità, e con una determinazione feroce a rendere giustizia a persone a cui è stata negata.

Il quadro degli Usa descritto nel libro è impietoso: corruzione ovunque, poliziotti e sceriffi che combuttano per liberare i colpevoli e incastrare gli innocenti (in gran maggioranza, neri), complicità coi cartelli dei narcos, avvocati anche celebri sbattuti in galera mentre combattevano per i loro clienti, razzismo dilagante…

Ma ci sono anche persone straordinarie, come dappertutto. C’è molto odio, ma c’è anche molta capacità di perdonare.

E in questo caso, l’eroe è un prete, sempre senza un soldo in tasca, che mangia e dorme poco, sbattendosi in giro per l’America, con una vecchia automobile, per salvare dei disgraziati.

Ma che è contento solo quando un innocente ottiene giustizia.

Come dire, che è sempre la spiritualità sincera la parte migliore, e la guida, non sempre visibile, ma sempre presente, dell’umanità.

IL “DOTTOR SONNO”

Doctor Sleep”, terzo libro di questa lista, è un libro di Steven King, e il titolo deriva dal soprannome dato ad un medico, specializzato nell’accompagnare i moribondi negli ultimi momenti di vita, appellativo derivatogli dalla sua capacità di far vivere loro serenamente il “sonno” decisivo.

La copertina di “Doctor Sleep” di Steven King.

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Ma il libro è soprattutto la storia di persone che scoprono una rete potente di stregoni che praticano magia nera e sacrifici umani.

Una comunità, che se ne va in giro con grandi camper e caravan, trasferendosi di tanto in tanto da un camping ad un altro, attraverso tutto il territorio degli Stati Uniti.

Compiono rapimenti e uccisioni, soprattutto di giovani con doti psichiche particolari e “speciali”, ai fini di “arruolarli” o rubar loro la energia vitale, che fuoriesce al momento della loro morte. Sono “diavoli vuoti” che vivono solo rubando la linfa alle loro vittime. Senza la quale, svanirebbero.

Hanno possibilità economiche per miliardi di dollari, e fanno passare i loro omicidi rituali come opera di pazzi serial killers o maniaci sessuali. Corrompono tutto e tutti, quindi tutti i casi rimangono irrisolti e presto dimenticati.

Ma incontrano delle persone che decidono di combatterli. Persone dotate della “luccicanza”, doti speciali.

La storia fa una allusione neanche troppo velata ai molti omicidi che vengono normalmente attribuiti a “serial killers”, mostrandone una lettura almeno in parte possibile.

Ma è anche una splendida metafora della capacità, da parte delle persone buone e dotate, di capire il nemico, studiarne la pericolosità e i punti deboli, e organizzarne la caccia.

Una metafora della potenza inesauribile del bene e della capacità di solidarietà.

Il tutto, passando attraverso la mirabile maestria narrativa di Steven King.

I DRONI PSICHICI

Anche il quarto libro che vi consiglio è di Steven King.

Si intitola “L’istituto”.

La copertina del libro “L’istituto” di Steven King.

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Questa è la trama del romanzo, tratta da Wikypedia:

Nella periferia di Minneapolis, un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, in un Istituto, nascosto nel fitto dei boschi del Maine, dove sono rinchiusi altri bambini come lui, piccoli geni con poteri speciali quali telepatia e telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell’Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d’uscita.”

Ora, questa sintesi, che riguarda le battute iniziali del romanzo, non evidenzia fino in fondo il motivo vero del “trattamento” riservato a questi ragazzi: schiavizzarli, per poi usare le loro doti per farli diventare dei “droni psichici”: cioè, meccanismi per attivare l’omicidio di altre persone, tramite una specie di ipnosi, a distanza, anche di migliaia di kilometri. L’autore fa anche il nome del politico africano Bokassa, lasciando capire che potrebbe non essere morto di infarto, ma ucciso da una donna “dronizzata”.

Questo tipo di pratiche descritte nel romanzo, che lo stesso King definisce “in parte vere”, come quella ad esempio di reperire i “superdotati” nelle cartelle cliniche degli ospedali, può essere probabilmente riferibile ai molti attentati terroristici avvenuti recentemente, ma anche in molti omicidi “domestici” di cronaca nera, laddove gli assassini hanno spesso riferito di aver sentito “delle voci” che gli davano ordini.

Ma la parte più importante del romanzo, che è scritto in maniera magistrale, e ad ogni pagina diventa sempre più trascinante, è quella che accompagna la resistenza e il combattimento di questi poveri ragazzi.

Il Bene, se è impersonato da persone dotate, e se praticato con solidarietà, può vincere anche il Male più terribile.

L’ADDORMENTATORE DI BAMBINI

La vicenda del libro “La casa delle voci”, di Donato Carrisi, presenta solo un piccola analogia con “L’’istituto” di Steven King: Pietro Gerber, il protagonista, è uno psicologo infantile, ma è anche ipnotista. Ma le analogie finiscono qui.

La copertina del libro “La casa delle voci”, di Donato Carrisi.

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Lui infatti usa le sue capacità con i bambini, protagonisti o testimoni di eventi drammatici, non per usarli a scopi omicidi, ma per trarre dalla loro memoria, spesso gravemente traumatizzata, informazioni utili alle indagini.

Il ritmo è incalzante, il libro si legge tutto d’un fiato, ed è un susseguirsi di colpi di scena.

Ma la cosa più bella è lo scoprire quali cose incredibili possano arrivare a fare l’amore e la solidarietà verso per il prossimo, tanto che l’uomo riesce ad assorbire traumi devastanti, e trarne una forza inimmaginabile, quando si tratta di mettersi in aiuto degli altri.

I traumi, e le disgrazie, spesso fanno nascere una umanità migliore, e più forte.

QUANDO QUALCUNO SE NE VA… RESTA L’AMORE INTORNO…”

L’ultimo libro, il sesto, che consiglio, è della moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabbarrasi.

La copertina del libro “Resta l’amore intorno – La mia vita con Pino”, di Fabiola Sciabbarrasi.

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Il titolo è “RESTA L’AMORE INTORNO – La mia vita con Pino”, di Fabiola Scabbarrasi, ed è un racconto della sua vita col marito Pino Daniele.

Una storia molto bella, che nonostante il finale tragico, testimonia ciò che dice il titolo, tratto da una canzone del grande Pino, uscita postuma: l’amore lasciato da una persona buona, resta, e non svanisce affatto con la sua morte. Questo, come persona, e non solo come, nel caso di Pino, come patrimonio musicale meraviglioso ed eterno.

È un libro che contiene anche molti aneddoti, a volte misteriosi e inquietanti, come certe coincidenze e certi personaggi: ad esempio, il fatto che Pino Daniele e Massimo Troisi, due grandi amici, siano morti entrambi un giorno 5, e il giorno prima di una visita medica programmata. O come l’incendio che ha distrutto la mansarda che conteneva tutte le cose di Pino, trasportate lì solo il giorno prima.

Quasi come se un certo “destino” volesse far consegnare Pino all’oblio.

Ma questo “destino” ha fatto male i conti.

Zio Pino è sempre più vivo, in tutte le sue canzoni, in tutti i suoi video, sempre più visti e sempre più ascoltati.

E ci sono, nel libro, anche i contrasti con Pino, le incomprensioni dell’ultimo periodo, quando Fabiola decise di riprendere il suo lavoro, che aveva lasciato per stare accanto a Pino, e ai loro figli.

Ma l’amore supera tutto, va oltre tutto, diventa un canto libero.

E questo libro, bellissimo, trabocca di amore, di musica, e di libertà.

Amore senza fine…”.