NON ASPETTIAMO LA POLITICA, COMINCIAMO DA NOI, LA VERA RIVOLUZIONE E’ LA CULTURA

La positività eterna di Jovanotti

Jovanotti durante un concerto in una spiaggia.

E’ riuscito a fare una cosa nuova, in un mondo che ha fama di essere sempre autorinnovantesi, ma che è invece, spesso monotono, ripetitivo, e inchiodato alle regole del business.
Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, questa estate ha ribaltato la concezione del concerto, in particolare quello nei soliti palasport, decidendo di organizzare il suo tour estivo sulle spiagge italiane (ma sono previste puntate anche in montagna).
Un’idea geniale, anche se è un po’ l’uovo di Colombo, una cosa quasi ovvia, a cui nessuno però aveva mai pensato prima.
Si valorizzano così le splendide spiagge italiane, la musica si fonde col paesaggio e con la natura, ritrovando la sua carica primordiale, e si sensibilizzano i giovani sui problemi dell’ambiente, vivendo l’ambiente naturale (i ragazzi si organizzano per lasciare il posto pulito dopo il concerto).
Concerti scoppiettanti, lunghissimi, con inviti a rinfrescarsi (“ogni tanto fatevi un tuffo”), tanti ospiti, molti sorprendenti, come Toto Cutugno, che simboleggia l’unione tra giovani e meno giovani, molte cover, da Rino Gaetano (“Il cielo è sempre più blu”), a Franco Battiato, a Mango, a Bob Marley.
Stiamo insieme, confrontiamoci con tutti, soprattutto con chi ha opinioni diverse, facciamo popolo, siamo popolo, ritroviamo umanità e socialità.
Un artista unico, universale e comunicativo come nessuno, portatore di un messaggio al contempo spirituale e sociale, profondo e semplicissimo, che arriva a vecchi, adulti e bambini.
Riporto alcuni brani da una sua splendida intervista, pubblicata il 24 agosto su “La Repubblica – Robinson”.
“… Sono convinto che noi ci dobbiamo provare a realizzare la nostra libertà in questa vita qua… C’è una sola arma che ti può salvare: la cultura. Leggere libri, guardare film belli, andare in giro, aprirsi, imparare cose, sapere le tabelline, sapere le coniugazioni dei verbi… E’ l’unica arma. Perché l’arma legislativa è lenta. Quello che tu puoi fare è diventare una persona cosciente, consapevole, e questo lo acquisti leggendo. Se hai letto l’Eneide la tua visione dell’immigrazione è immediatamente diversa perché ti rendi conto che è la vita che funziona così. Che c’è un’epica delle migrazioni: la storia di una persona che si alza e decide di fare un viaggio pieno di pericoli è pura epica. Enea è tutti quelli che arrivano. E se non lo capisci sei vittima. Vittima di quelli che ti usano… non si parla alla pancia, si parla alla testa delle persone!… L’ignoranza non è una cosa positiva, è una disgrazia!… Non bisogna avere paura. Le nuove generazioni hanno molti mezzi a disposizione, possono essere davvero padrone della propria vita. E chi gli mette paura le sta usando… Non c’è mai stato un momento migliore per essere al mondo! Stanno succedendo un sacco di cose belle!… Dobbiamo parlare a tutti… insieme devono stare quelli che la pensano diversamente, che vengono da storie diverse…”.
Non aspettiamo la politica, non aspettiamoci che la politica ci risolva i problemi, mettiamoci in gioco come persone, cominciamo a costruire fra noi una consapevolezza superiore, come individui e come popolo.
Sulle singole questioni, si può non essere d’accordo con Jovanotti (ad esempio, pur essendo eterosessuale con famiglia, si è dichiarato favorevole alle unioni civili), ma il messaggio di cultura e di positività che sprigiona è esplosivo e contagioso.
Ed è una contagiosità buona, che va indubbiamente in direzione del bene.
Forza Jova, che Iddio ti dia energia per centocinquant’anni!