COLPO DI STATO ESOTERICO, IN TEMPO DI ELEZIONI

Davide Astori, David Astor, Salvini, Di Maio, i neri, i musulmani

Davide Astori con la sua maglia, la numero 13. Questo numero ha significati e usi esoterici particolari.
Davide Astori con la sua maglia, la numero 13. Questo numero ha significati e usi esoterici particolari.

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OMICIDIO-SUICIDIO A PONTEDERA

Il giorno delle elezioni, domenica 4 marzo 2018, a Pontedera, un uomo di 97 anni, Giovanni Reali, secondo la versione ufficiale, uccide la moglie, Claudia Priami, 82 anni, colpendola con un cacciavite e poi si uccide lanciandosi dal terzo piano della palazzina in cui abitavano.

Una vicenda originata, dicono, forse dalla disperazione. La donna aveva problemi di salute ed era seguita anche da una badante. Approfittando sembra dell’assenza della badante stessa l’uomo ha agito, ferendo a morte la consorte e quindi lanciandosi nel vuoto.

Tutto senza alcun senso. I vicini descrivono l’uomo come una persona metodica e tranquilla. E oltretutto avrebbe potuto fare il tutto con più sicurezza di notte, essendo a casa sua.

L’omicido è avvenuto in Via Mameli, che è l’autore dell’inno nazionale italiano. Come dire, diamo inizio alle “musiche” italiane. O come dire, quell’Italia non c’è più.

Via Mameli, a Pontedera, luogo del presunto omicidio-suicidio.
Via Mameli, a Pontedera, luogo del presunto omicidio-suicidio.

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 ATTENTATO ALLA MOSCHEA

Nella notte tra il 4 e il 5 marzo, dunque tra domenica e lunedì, la stessa notte in cui è morto Astori, un italiano di 57 anni, di cui i media non danno le generalità, ha appiccato il fuoco all’ingresso della Moschea di Padova, il centro culturale “Al Hikmah” (la Sapienza). Il quartiere dove ha sede la moschea si chiama “Stanga”.

Avrebbe dichiarato che il motivo del gesto sarebbe una lite col vicino musulmano per futili motivi.

I media escludono motivi religiosi o razziali, ma la negazione è pur sempre una citazione, un tener presente.

L’attentato sarebbe dovuto avvenire sabato, ma l’attentatore aveva dovuto rimandare per il troppo via vai di gente, lì vicino c’è una discoteca.

L’attentatore è stato identificato per mezzo dei resti del suo certificato elettorale, trovati sul luogo, usati per appiccare l’incendio. Questo collega esotericamente il fatto alle elezioni. Il messaggio è che questo fatto è collegato con le elezioni.

Infatti, l’uomo era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma non era stato identificato, perché era incappucciato. Comportamento quantomeno strano, incappucciarsi il volto, e poi lasciare sul posto il proprio certificato elettorale…

L’ingresso della moschea di Padova, dopo l’attentato. Il fuoco ha appena lambito la soglia. Questo fatto ricorda l’attentato alle Torri Gemelle, quando, in mezzo alle macerie fumanti da giorni venne ritrovato, magicamente intatto, il documento di identità di Muhammad Atta, il presunto attentatore.
L’ingresso della moschea di Padova, dopo l’attentato. Il fuoco ha appena lambito la soglia. Questo fatto ricorda l’attentato alle Torri Gemelle, quando, in mezzo alle macerie fumanti da giorni venne ritrovato, magicamente intatto, il documento di identità di Muhammad Atta, il presunto attentatore.

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LA MORTE DI ASTORI

La notte che precede il 5 marzo, giorno delle elezioni politiche in Italia, Davide Astori, calciatore-capitano della squadra di calcio della Fiorentina, viene trovato morto nella sua camera d’albergo. Morte per “arresto cardiaco”, come del resto tutte le morti. Sembrerebbe trattarsi di una bradiaritmia: in pratica, il battito cardiaco rallenta, fino a fermarsi del tutto. Ma Davide stava benissimo, come risultava dai frequenti e severi controlli, specialmente cardiaci, che affrontano i calciatori. A lasciare perplessi è quindi la presenza di una bradiaritmia in un atleta così giovane, e perdipiù sanissimo. Patrizio Mazzone, cardiologo dell’unità di Aritmologia ed elettrofisiologia cardiaca all’ospedale San Raffaele di Milano, spiega:

“Nei soggetti giovani le bradiaritmie sono un fenomeno eccezionale, generalmente causate da patologie organiche o genetiche non sempre intercettate. Quando il cuore rallenta possono verificarsi pause di alcuni secondi, e poi riprende il battito, oppure il cuore rallenta fino a fermarsi”.

Cioè, il caso di Davide rappresenta un’ulteriore eccezione, all’interno di un fenomeno di per sé eccezionale. Un caso più unico che raro.

Aveva 31 anni, numero palindromo del numero 13, numero speciale in campo esoterico, che ha il significato di rottura dell’armonia, morte, trasformazione e rinascita.

E’ morto nell’albergo “LA’ DI MORET”, nome che anagrammato risulta “LA MORTE DI”.

L’albergo dove Davide Astori è stato trovato morto.
L’albergo dove Davide Astori è stato trovato morto.

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Il nome Astori, anagrammato, risulta Rosa-it. La Rosa Rossa è una organizzazione massonica segreta internazionale, dedita ad omicidi di tipo esoterico-rituale, che lascia sempre una “firma”.

Il giorno in cui si è appresa la notizia della morte di Davide Astori, era il giorno delle votazioni politiche. Tutta la giornata del voto è stata dunque accompagnata dalla notizia di questa morte.

Davide giocava per la Fiorentina, squadra della città di Firenze, e ne era anche il capitano.

Come il politico Matteo Renzi, fiorentino, capo del Partito Democratico.

La Fiorentina, e la città di Firenze, hanno come simbolo il giglio, che è anche simbolo massonico, in particolare della massoneria templare.

La cerchia dei politici più importanti del PD, tutti legati a Matteo Renzi, è conosciuta giornalisticamente come il “giglio magico”.

L’etimologia del cognome Astori ci dice che deriva da una razza di uccelli rapaci, e sta ad indicare rapace, avido, scaltro, furbo. Che sono le caratteristiche che negli ambienti politici si attribuiscono a Matteo Renzi.

Firenze è anche la città dove operò, uccidendo molte persone innocenti, il cosiddetto “mostro di Firenze”. Che non era una persona singola, ma un gruppo criminale legato alla massoneria deviata. Fra gli assassini, figurava il magistrato Pierluigi Vigna, che ufficialmente dirigeva le indagini sugli omicidi, che però non fu mai incriminato. Per quelle morti, sono state processate poche persone, ma i colpevoli erano molti di più, e con complicità ad alti livelli. E non sono mai stati identificati.

IL FUTURO PREMIER, DI MAIO

Il leader politico che ha preso più voti alle elezioni politiche, Di Maio, ha 31 anni, la stessa età di Davide Astori.

L’etimologia del cognome Di Maio dice che deriva dal mese di maggio, collegato generalmente con la fioritura.

Dopo la morte, dunque, abbiamo la trasformazione (mediante il sacrificio) e la rinascita.

I sacrifici di innocenti, all’interno dei riti di impronta pagano-esoterica, servono, e sono necessari, a ingraziarsi gli dei. E inoltre, servono a comunicare, annunciare, omaggiare, celebrare una persona o un avvenimento.

Ed è noto, peraltro, che Luigi Di Maio ha compiuto numerosi pellegrinaggi, a Bruxelles ma soprattutto negli USA, per tentare di accreditarsi, soprattutto presso gli ambienti di certa massoneria. E se una persona chiede di essere accreditato presso certi ambienti, indipendentemente da come poi venga accolto e/o collocato, vuol dire che è già corrotto. Si è corrotto da solo.

Bisognerebbe poi approfondire i recenti cambiamenti nel Movimento Cinque Stelle, che dopo la morte di Gianroberto Casaleggio e l’avvento del figlio Davide, vero padrone del giocattolo, hanno virato decisamente prospettiva. Ma lo faremo in altra sede, se Iddio vuole.

LA STORIA DI DAVID(E)  ASTOR(I)

Il giorno 5 del mese di marzo, lo stesso giorno della morte di Davide Astori, era nato l’editore David Astor (1912-2001), inglese.

Di famiglia ricchissima, per tutta la vita dedicò molto tempo e denaro per sostenere i poveri, la classe lavoratrice, e gli emarginati. Fu amico di un antinazista tedesco, che venne poi giustiziato per essere stato coinvolto nell’attentato a Hitler.

David Astor, direttore del quotidiano britannico Observer.
David Astor, direttore del quotidiano britannico Observer.

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Diresse per molti anni il quotidiano Observer, e si distinse per il continuo appoggio alla causa dei poveri, dei lavoratori, e per la lotta contro tutte le censure. Si spese moltissimo, col suo giornale, contro la pena di morte, contro la discriminazione razziale, e contro l’eccessivo potere delle istituzioni statali, e da questo lato fu certo influenzato da George Orwell, il grande scrittore britannico autore del famosissimo romanzo “1984” che descrive un mondo futuro governato da una “dittatura del pensiero unico”, che lavorava anche lui all’Observer.

Il romanzo “1984” di George Orwell, amico fraterno di David Astor, ha venduto molte milioni di copie in tutto il mondo, e continua a venderne, essendo la problematica del “Grande Fratello” (cioè della dittatura apparentemente morbida, ma in realtà terribilmente pervasiva e efficace, del pensiero unico a cui i cittadini in gran maggioranza si adeguano docilmente) più attuale che mai. Si tratta infatti di un meccanismo totalitario di controllo del pensiero (mind-control), che oggi sempre più corriamo il rischio di veder concretizzato. Questa è la copertina di un'edizione in lingua turca.
Il romanzo “1984” di George Orwell, amico fraterno di David Astor, ha venduto molte milioni di copie in tutto il mondo, e continua a venderne, essendo la problematica del “Grande Fratello” (cioè della dittatura apparentemente morbida, ma in realtà terribilmente pervasiva e efficace, del pensiero unico a cui i cittadini in gran maggioranza si adeguano docilmente) più attuale che mai. Si tratta infatti di un meccanismo totalitario di controllo del pensiero (mind-control), che oggi sempre più corriamo il rischio di veder concretizzato. Questa è la copertina di un’edizione in lingua turca.

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David Astor contribuì a fondare la famosa associazione “Amnesty International”. Si battè per anni contro la pratica razzista e barbarica dell’apartheid, e fu grande supporter del leader sudafricano Nelson Mandela, e si adoperò moltissimo per la sua liberazione, anche in tempi in cui i media censuravano del tutto la questione.

Disse di lui Nelson Mandela nel 2008, in occasione di una commemorazione:

“David Astor fu uno degli amici migliori e più leali. Sotto di lui, l’Observer sostenne lo African National Congress fi dai primi anni dell’apartheid, quando ne avevamo più bisogno, e quando la maggior parte dei media ignorava il problema”.

Uno dei tanti articoli dell’Observer in appoggio della causa di Mandela
Uno dei tanti articoli dell’Observer in appoggio della causa di Mandela

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In questo video, in lingua inglese, in occasione del decimo anniversario della sua morte, viene ricordato David Astor, insieme al ruolo che ebbe, col lavoro dell’Observer da lui diretto, a supporto di Nelson Mandela e della lotta contro l’apartheid. C’è anche la testimonianza di Winnie Mandela. Il video è in lingua inglese, per vederlo cliccate qui .

David Astor è seppellito in un cimitero nell’Oxfordshire, per sua volontà, accanto alla tomba di George Orwell, il cui vero nome era Eric Arthur Blair, morto prima di lui. Aveva comprato e prenotato, anni prima di morire, entrambi i loculi.

Questo è il cimitero della All Saints Church, a Sutton Courtenay, nell’Oxfordshire. Questa in primo piano è la tomba di Eric Arthur Blair, alias George Orwell. Dietro, si vede la tomba di David Astor.
Questo è il cimitero della All Saints Church, a Sutton Courtenay, nell’Oxfordshire. Questa in primo piano è la tomba di Eric Arthur Blair, alias George Orwell. Dietro, si vede la tomba di David Astor.

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George Orwell, al lavoro all’Observer. Giornalista, scrittore e saggista di grande spessore, oltre a “1984”, il suo libro più famoso, scrisse altre importanti opere, tra cui spicca “La fattoria degli animali”, un’allegoria politica.
George Orwell, al lavoro all’Observer. Giornalista, scrittore e saggista di grande spessore, oltre a “1984”, il suo libro più famoso, scrisse altre importanti opere, tra cui spicca “La fattoria degli animali”, un’allegoria politica.

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Dunque, la morte di Davide Astori è collegata anche alla morte di David Astor (il nome e il cognome sono quasi uguali) e di George Orwell. Il “funerale” politico di Renzi è dunque anche il “funerale” del giornalismo e del pensiero che si battono accanto agli oppressi, che si battono contro il razzismo, e che pretendono di opporsi alla società di tipo Orwelliano che certi ambienti intendono costruire.

DA PONTEDERA A FIRENZE

Nella tarda mattinata di lunedì 6 marzo, sempre a Firenze, Roberto Pirrone esce di casa armato di una pistola Beretta, compie circa 800 metri a piedi, e poi spara 7 colpi, di cui uno alla testa, ed anche inseguendo la vittima, al senegalese Idy Diene, un venditore ambulante, che muore sul colpo. Arrestato, il Pirrone dice di avere problemi economici e che dapprima aveva deciso di suicidarsi.  Ma dice di aver poi cambiato idea in un secondo momento. Dice di aver colpito una persona a caso, ma è smentito da alcuni testimoni, che dicono che ha cercato e mirato precisamente quella persona, dopo averne fatte passare altre. Tutto questo, per non essere più tormentato dalla moglie che lo assilla per il suo debito… Ha detto agli inquirenti: “Voglio andare in carcere, mi daranno una minestra”. Ma per prendere “una minestra”, cioè avere vitto e alloggio garantito in carcere, non era certo necessario uccidere quell’uomo, bastava e avanzava un tentato omicidio. Non era obbligatorio sparargli sette colpi, di cui uno alla testa, ed addirittura inseguirlo mentre cercava di scappare, per essere sicuro di ucciderlo, e prendersi un ergastolo.

Durante il suo interrogatorio, “Pirrone è lucido, coerente, parla in modo pacato, descrive la sua giornata di ordinaria follia come se fosse a un normale colloquio con amici e conoscenti. Si potrebbe dire razionale, se l’aggettivo non apparisse clamoroso vista l’enormità del fatto, d’un delitto senza un perché. Non mostra alcun segno di sconforto, di cedimento. Nessun pentimento, almeno in questa fase…”. Queste il comportamento di Pirrone davanti agli inquirenti, nelle parole di un giornalista. Non sembra l’atteggiamento una persona passibile di raptus, né di cambiamenti di idee repentini. Potrebbe esserci dietro un ricatto ben architettato.

Nonostante gli inquirenti si affannino a dire che non ci sono motivazioni razziste nel delitto, le modalità dell’esecuzione (una passeggiata di quasi un chilometro, dove ha incrociato molta gente, di cui si è completamente disinteressato, per poi fermarsi esattamente di fronte al povero Idy, e sparare) fanno pensare al contrario.

E poi, il Pirrone era un fanatico delle armi, che possedeva regolarmente, e si lamentava spesso degli immigrati che vivono nelle case popolari, ecc. ecc.

Roberto Pirrone, l’uomo che ha ucciso il senegalese.
Roberto Pirrone, l’uomo che ha ucciso il senegalese.

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Molto curioso il comportamento del sindaco di Firenze, Nardella, del PD. Ha protestato contro la rottura di alcune fioriere, durante la successiva manifestazione di protesta dei senegalesi, dicendo con grande enfasi “azioni del genere sono inaccettabili e incivili”, mentre non aveva trovato il tempo per convocare una rapida conferenza stampa per condannare l’omicidio e dare solidarietà alla comunità senegalese.

Vale la pena, en passant, ricordare che il Movimento Cinque Stelle, a Firenze, per condannare quest’omicidio razzista, non si è visto, né sentito.

Ma si sa, e lo abbiamo già ricordato: a Firenze c’è una “atmosfera” particolare.

Aggiungo che i senegalesi, oltre ad essere neri, sono tutti musulmani. E peraltro, chi li conosce sanno che sono musulmani iper-moderati, molto influenzati dal sufismo, persone molto pacifiche. Ma loro hanno capito subito la matrice razzista, peraltro evidentissima a chiunque non si rifiuti di vedere l’evidenza, ed hanno fin da subito accusato Salvini, per il clima di odio che suscita in tutta Italia, da tempo.

Matteo Salvini, politico razzista.
Matteo Salvini, politico razzista.

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E sono accuse fondatissime. Pensiamo ai fatti di Macerata.

Prima il brutale omicidio di Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa il 30 gennaio scorso con due coltellate al torace e fatta a pezzi da tre nigeriani. Poi la vendetta folle di Luca Traini, e il far west contro gli immigrati: almeno sei quelli rimasti feriti sotto il fuoco dei proiettili partiti dall’auto nera del 28enne di Tolentino. Ebbene, nelle elezioni del 4 marzo a Macerata, Salvini è passato dallo 0,6% delle elezioni del 2013, al 21%, per la precisione da 153 voti a 4.575 voti.

Non mi si venga a dire che soffiare sul fuoco del razzismo non rende. E Salvini lo sa molto bene, che soffiare sul fuoco rende (“la sinistra ha le mani sporche di sangue”, aveva dichiarato dopo i fatti di Macerata).

Ma se è vero che soffiare sul fuoco rende, non è affatto fuori luogo supporre una progettazione minuziosa del tutto, a cominciare dall’omicidio della ragazza, anch’esso con modalità e responsabilità per niente chiare. Si perpetua un omicidio particolarmente crudele ed efferato, tale da scuotere anche l’opinione pubblica non razzista. Poi arriva la “reazione” del fascista esaltato, e poi la gente vota Salvini.

Il meccanismo è abbastanza semplice. E poi c’è anche il cognome del “pazzo”, Traini, che suscita collegamenti. Sembra un “traino” a Salvini. Ed era infatti stato anche candidato della Lega, a Macerata.

Il nazista stragista Luca Traini, mentre stringe la mano a Salvini.
Il nazista stragista Luca Traini, mentre stringe la mano a Salvini.

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Per Salvini, questo omicidio razzista, avvenuto ad elezioni concluse, e con i risultati conclamati, è una specie di indicazione a proseguire su quella strada.

Il Pirrone è stato arrestato da una pattuglia di militari dell’esercito, in particolare della famosa “Folgore”. Ora, i paracadutisti della brigata “Folgore” sono noti per essere un ambientino molto fascista. Chi ne vuol sapere di più, clicchi qui.

Con una sincronia perfetta, col senso di una specie di “prologo” o “ouverture” all’apertura di queste danze macabre, il giorno 27 febbraio, pochi giorni prima dei fatti che stiamo esaminando, rispunta dal nulla la famosa “Lady Golpe”, Donatella Di Rosa, con un’intervista al Messaggero Veneto.

Donatella Di Rosa, soprannominata “Lady Golpe”.
Donatella Di Rosa, soprannominata “Lady Golpe”.

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Questa signora, ora sessantenne, raccontò di un tentato colpo di stato, cui asseriva di aver partecipato assieme al marito Aldo Micchittu, tenente colonnello della Folgore, lo stesso comandante della Folgore Franco Monticone e altri ufficiali, con anche la partecipazione, che in questi casi non manca mai, di un neofascista, in questo caso dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), Gianni Nardi, che risultava deceduto molto tempo prima in Spagna. La signora fu poi condannata per calunnia e autocalunnia. Ora dice di essere malata, e di avere bisogno di cure ospedaliere. Nell’intervista di cui sopra, dichiara di essersi inventata tutto, per avere “i soldi di Monticone”. In realtà, non era proprio tutto inventato, tanto è vero che le persone accusate furono arrestate, perché molte sue dichiarazioni risultarono credibili. Ed era riuscita a farsi dare da Monticone 800 milioni di lire.

Per chi vuole saperne di più.

Qui, interessa rilevare che, in prossimità delle elezioni, e dei fatti in esame, magicamente si parla sui media di colpo di stato, di militari, e di fascisti. Per l’opinione pubblica, una specie di depistaggio-assicurazione (“era tutto falso”). Per gli addetti ai lavori, un messaggio/indicazione/segnale.

L’omicidio del senegalese è avvenuto sul ponte Vespucci, che di nome si chiamava Amerigo.

A pochi metri di distanza, c’è la sede del Consolato Americano.

Il senegalese ucciso si chiamava Idy Diene, nome che richiama le famose “Idi di marzo”, quando Giulio Cesare, il “tiranno”, fu ucciso dai congiurati.

All’uccisione del “tiranno” si vuole segnalare dunque la presenza dei militari fascisti, e degli americani, come parte integrante del complotto.

Idy Diene, il senegalese assassinato.
Idy Diene, il senegalese assassinato.

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Idy Diene era il secondo marito di  Rokhaya Mbengue. Il primo marito di questa donna si chiamava Modou Samb, ed era stato anche lui assassinato, sette anni prima, il 13 dicembre 2011, assieme ad un altro senegalese, Diop Mour, ed anche lui per evidenti “motivi” razzisti. L’omicida di entrambi allora era un militante del partito politico filo-fascista “Casapound”, tale Gianluca Casseri, il quale poi, secondo la versione ufficiale, si suicidò.

Il razzista assassino, e poi presunto suicida, Gianluca Casseri, militante del partito politico “Casapound”, che si è presentato alle ultime elezioni ottenendo poco meno dell’1% dei voti, viene in questa immagine celebrato come un eroe da razzisti di lingua inglese.
Il razzista assassino, e poi presunto suicida, Gianluca Casseri, militante del partito politico “Casapound”, che si è presentato alle ultime elezioni ottenendo poco meno dell’1% dei voti, viene in questa immagine celebrato come un eroe da razzisti di lingua inglese.

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Il duplice omicidio era avvenuto a Piazza Dalmazia. Sempre a Firenze.

La lapide posta dal Comune di Firenze in Piazza Dalmazia, a ricordo della strage razzista.
La lapide posta dal Comune di Firenze in Piazza Dalmazia, a ricordo della strage razzista.

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Il senegalese Idy Diene, con la sua compagna Rokhaya Kene Mbengue, vedova del suo connazionale, abitava a Pontedera, dove domenica 4 marzo, giorno delle elezioni, è avvenuto il presunto omicidio-suicidio di cui abbiamo parlato più sopra.

In via Giuseppe Mazzini, massone progressista, uno dei principali artefici dell’unità d’Italia e della repubblica italiana.

Rokhaya Kene Mbengue e Idy Diene.
Rokhaya Kene Mbengue e Idy Diene.

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Idy Dienne, partiva da Pontedera per andare a Firenze, a lavorare.

Pontedera è da collegare a Firenze (come dire “siamo sempre noi”).

E ed è anche come dire, “si va da Pontedera (vecchia Italia, Mameli e Mazzini) a Firenze (nuova Italia, massoneria reazionaria fiorentina, americani)”.

SECONDA MORTE DI UN CALCIATORE

Nel pomeriggio del giorno 6 marzo, a Vigonovo, in provincia di Padova, un’altra morte di un giovane, giovanissimo calciatore, che giocava nella squadra Saonara Villatora.

Era un marocchino, musulmano, si chiamava Hamza Briniss.

E’ stato trovato morto nella sua camera da letto. Come Astori.

Anche se aveva una forma d’asma, non era un problema per la sua attività sportiva.

Come Astori, aveva superato tutte le visite mediche.

E’ stato portato all’ospedale di Dolo.

Questa morte (un musulmano, vicino a Padova) porta a un collegamento con l’attentato alla moschea di Padova.

La notizia appare sui media con molto ritardo, in alcuni casi addirittura tre giorni. Nulla in TV.

Probabilmente il messaggio connesso era indirizzato ai pochi che devono capire.

Hamza Briniss, musulmano di famiglia marocchina, aveva 16 anni.
Hamza Briniss, musulmano di famiglia marocchina, aveva 16 anni.

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Capire, che l’altro soggetto da “neutralizzare”, oltre agli stranieri, sono i musulmani.

TERZA MORTE DI UN CALCIATORE
(in quattro giorni)

Nella notte tra l’8 e il 9 marzo, viene trovato morto il calciatore francese Thomas Rodriguez, 19 anni.

Viene trovato cadavere, morto anche lui nel sonno, per cause “ancora da accertare”, mentre dormiva nel centro sportivo del Tours, la squadra che milita nella Serie B francese.

La Lega francese ha deciso di rinviare la partita tra Tours e Valenciennes che era in programma, e di ricordare il ragazzo con un minuto di silenzio in tutti i match del weekend di Ligue 1 e Ligue 2.

Tutti i siti titolano “è morto come Astori”. Ma sulle TV, spazio quasi zero alla notizia.

La morte di Astori, con tutte le simbologie annesse, viene dunque reiterata, rafforzata e amplificata.

L'ultima immagine di Rodriguez, postata dal calciatore come profilo Facebook domenica scorsa, 4 marzo
L’ultima immagine di Rodriguez, postata dal calciatore come profilo Facebook domenica scorsa, 4 marzo

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RIFLESSIONI CONCLUSIVE

Osservando questa sequenza di avvenimenti, con le evidenti simbologie che abbiamo sottolineato, risulta impossibile catalogare il tutto come un concatenarsi di straordinarie coincidenze. Se si consulta un qualsiasi matematico sia pur mediocre, risponderà che le possibilità che si tratti di mere coincidenze potrebbero calcolarsi in una su infiniti miliardi.

Per quanto riguarda gli arresti cardiaci, rilevo che settori come servizi segreti, e affini, sono in grado di compiere omicidi facendoli apparire, con l’uso di sostanze speciali, come infarti. Sostanze che possono essere iniettate anche con aghi che non lasciano tracce.

E quelli che vengono chiamati “omicidi-suicidi”, in realtà non sono mai tali, o quasi mai. Per chi vuole approfondire, consiglio il sito dell’avvocato Paolo Franceschetti, che studia da anni queste problematiche, avendole conosciute direttamente durante la sua professione. Eccolo:  http://petalidiloto.com/  .

In particolare, sugli omicidi senza lasciare tracce, consiglio la lettura di questo articolo di Solange Manfredi.

L’articolo, peraltro, è di quasi dieci anni fa, e si riferisce a fatti relativi agli anni novanta. In tutto questo tempo trascorso, è lecito supporre che i “metodi” per assassinare le persone senza lasciar tracce di omicidio, siano diventati senza dubbio molto più sofisticati.

A queste considerazioni, valide soprattutto per le apparenti “morti naturali”, vanno aggiunte quelle relative alle tecniche di controllo mentale. In questo campo, sappiamo di esperimenti americani fin dagli anni Cinquanta (MK Ultra, Progetto Monarch), con l’elaborazione di tecniche usate ad esempio, con tutta probabilità, nel caso dell’omicidio di Robert Kennedy ad opera di Shiran Shiran, il quale, a distanza di tanti anni, non ha mai più ricordato nulla del gesto compiuto.

Riguardo alle tecniche di controllo mentale, vi consiglio il sito del magistrato Paolo Ferraro, e in particolare questo articolo di Enrica Perucchietti.

Leggendolo, si capisce anche la presenza, all’interno di questo “pacchetto di morte”, della figura di George Orwell, che parlava chiaramente di controllo mentale.

Se si guarda agli avvenimenti citati non come avvenimenti isolati, ma piuttosto come pezzetti di un tutto unico, si intravede un disegno molto ben delineato. Peraltro, sono cosciente che molto probabilmente esistono altre simbologie e collegamenti, meno visibili o che non sono riuscito a individuare, ma mi sembra che i contorni siano chiarissimi.

C’è un’annunciata e auspicata (forse addirittura un ordine da eseguire) destituzione/funerale di Matteo Renzi e della sua cricca. La morte. Che è anche morte/funerale del giornalismo anti-sistema, e degli scrittori anti sistemi.

E c’è la nuova rinascita (Di Maio), resa possibile proprio dalla morte precedente.

E c’è un programma da seguire, per la “rinascita”: stop all’Islàm (i fatti di Padova), e stop all’immigrazione (i neri uccisi, non solo in quanto stranieri, ma proprio in quanto neri, a voler marcare l’intenzione del ritorno alla “civiltà e tradizione” occidentale bianca).

E probabilmente sarà, alla fine dei giochi di potere e degli specchi per le allodole, proprio Luigi Di Maio, col supporto di Salvini, l’incaricato di attuare questo programma. Salvini infatti, durante la campagna elettorale, oltre al “rimandiamoli tutti al loro paese”, ha promesso più volte la “chiusura dei centri islamici”.

Il tutto si inserisce dentro il progetto di Nuovo Ordine Mondiale che si trae dal libro “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale” di Samuel Huntington, interpretato e applicato dalla Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”, cui lo scrittore era affiliato. La superloggia che, assieme ad altri settori della massoneria reazionaria, è responsabile di più o meno tutti gli attentati terroristici e di tutte le guerre dall’11 settembre 2001 in avanti.

Il libro di Samuel Huntington, massone “pentalphiano”
Il libro di Samuel Huntington, massone “pentalphiano”

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Del resto, Matteo Renzi e i suoi sembrano aver ricevuto forte e chiaro il messaggio, visto che non fanno che ripetere che staranno all’opposizione. Nonostante possano fare un governo assieme ai cinque stelle abbastanza facilmente.

Politicamente, una scelta incomprensibile.

Interessanti, poi, anche le dichiarazioni di Massimo D’Alema, che secondo il massone Gioele Magaldi è affiliato ad una Ur-Lodge ultra-reazionaria, quella “Hathor Pentalpha” di cui sopra. “E’ stata una sconfitta di tutta la sinistra. E’ stata la mia ultima battaglia”. E’ vero. Ma bisogna sapere di quale battaglia parla. Secondo me, è la battaglia, ordinata dalla massoneria succitata, per distruggere il PD dall’interno. Del resto Matteo Renzi ne era perfettamente cosciente da tempo: “Il regista di tutto è D’Alema”, ebbe a dichiarare.

L’apparente sconfitto, è in realtà il primo vincitore.

Per quanto mi riguarda, avevo previsto un governo Salvini-Cinquestelle, fin dallo scorso agosto. Nessuno ci ha creduto minimamente. Ecco le mie parole precise, pubblicate il 31 agosto 2017:

“Quello che si profila, nel panorama politico dell’imminente autunno, è un emergere di un bel “fronte dell’odio”, targato Cinque Stelle e Salvini.”

Chi vuole leggere tutto l’articolo, clicchi qui.

Devo a questo punto aprire una piccola parentesi. La partecipazione effettiva e cosciente di personaggi di grande rilievo pubblico in queste trame non è affatto necessaria e scontata. Certi personaggi, come ad esempio Di Maio, possono svolgere il loro ruolo alla perfezione, all’interno di un determinato disegno eversivo, anche senza esserne affatto coscienti e consapevoli.

Le osservazioni fin qui delineate, portano a considerare gli avvenimenti succitati come un tutto unico, dove i fatti sono anche simboli e messaggi, e i simboli e i messaggi sono pensati per portare a fatti trasformativi. Il tutto, se non è un colpo di stato, gli somiglia molto.

Una dimostrazione, tra l’altro, di capacità di progettazione e di efficienza notevole, che assembla perfettamente le proprie azioni con le risposte dei media, previste o prevedibili, o imposte che siano.

Un colpo di stato particolare, però.

Sostanzialmente simile a quello dell’11 settembre 2001 negli USA, mutatis mutandis. E che ha molto in comune, per certi versi, con la vecchia “strategia della tensione” tanto cara ai nostri servizi segreti. Ma è un colpo di stato molto moderno, sofisticato, e praticamente invisibile.

Un colpo di stato esoterico.

Che contiene, al suo interno, anche le istruzioni programmatiche per il futuro, cui chi governerà l’Italia si dovrà attenere: meno democrazia, più autoritarismo, e neutralizzazione dell’Islàm e del fenomeno migratorio.

Il prossimo 16 marzo 2018, saranno 40 anni dal rapimento di Aldo Moro, Un evento che aprì in Italia una fase politico-esoterica particolare, e che si rivelò poi concludersi con un colpo di stato di fatto. Le cosiddette “Brigate Rosse” erano in realtà dei miseri manichini, di un disegno messo in opera dalla massoneria reazionaria (P2, Ur-Lodges della massoneria reazionaria, settori di vari servizi segreti, ecc.). E la tragedia (parola da intendersi in questo caso anche nella sua accezione “teatrale”) di Via Fani, prolungatasi due mesi e conclusasi con l’assassinio di Aldo Moro, si concluse infatti con la “morte” definitiva del famoso compromesso storico, che, se fosse andato in porto, avrebbe portato l’allora Partito Comunista al governo con la Democrazia Cristiana. Per quella data, e/o per quella del 9 maggio, giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, e/o per tutto il periodo compreso fra queste due date, potremmo assistere a eventi significativi, quantomeno dal punto di vista simbolico. Sicuramente, avremo una quantità incalcolabile di rievocazioni e servizi sull’argomento, di cui quasi nessuno seriamente approfondito, salvo qualche possibile eccezione, trasmessa magari all’una di notte.

16 marzo 1978. La strage di Via Fani, a Roma, con l’uccisione degli agenti della scorta e il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.
16 marzo 1978. La strage di Via Fani, a Roma, con l’uccisione degli agenti della scorta e il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.

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Chi vivrà, vedrà.

Intanto, sono le ore 14,15 di domenica 11 marzo 2018, ed ho da poco finito di guardare, mentre pranzavo, la trasmissione “Sport Mediaset”, durante la quale, verso la fine, all’interno di un simpaticissimo cartone animato, si sono visti ad un tratto Salvini e Di Maio che si scambiavano delle battute.

Evidentemente, anche ridendo e scherzando, bisogna preparare il popolo alla novità.

Nota. Anche riguardo al caso Moro, che ha anch’esso notevoli riscontri esoterici, consigliamo la consultazione del sito petalidiloto.com.